Testimonianze della strage

SOTTOTENENTE ALESSANDRO MINOZZI

          La relazione del Sottotenente Alessandro Minozzi è un documento autorevole e ben scritto e puntuale, contenendo una ricostruzione precisa degli avvenimenti della Divisione dopo l’8 settembre. Fra i pochi documenti che richiamano la strage del Dubac, il “memoriale Minozzi” è quello che offre più spunti ed elementi di utilità per la ricerca di riscontri e approfondimenti.
          Alessandro Minozzi laureato in medicina e chirurgia e specializzato in medicina interna, ha prestato servizio, come ufficiale medico, al 49° ospedale da campo, inquadrato nella Divisione “Perugia”.
          Al congedamento, ha svolto ininterrottamente la professione medica come primario nell’ospedale di Carate Bianza, di cui è stato anche direttore, e l’insegnamento universitario di Semeiotica medica.
          Il Prof. Minozzi ha sempre mantenuto i contatti con le associazioni combattentistiche, rivestendo anche incarichi di vertice dell’Istituto del Nastro Azzurro e dell’UNUCI, rispettivamente nelle Sezioni di Milano e Monza.
          Quando abbiamo appreso del suo impegno per riportare alla luce la storia della Divisione Perugia, lo abbiamo cercato, ma era deceduto poco tempo prima.
          Il Minozzi ha anche redatto un elenco alfabetico autografo dei caduti del Dubac. Questo elenco è stato molto prezioso nelle ricerche, comprendendo i caduti non solo sepolti ad Otranto, ma anche quelli traslati nei paesi d’origine. Ma ignoriamo le motivazioni e il tempo in cui ha redatto tale elenco.

 

ANTONIO ANGELO CARIA

          Ho scoperto dell’esistenza di Antonio Angelo Caria da internet di cui, all’età di novant’anni, è assiduo frequentatore e blogger (Wikipedia lo ha insignito del riconoscimento di wikidecano).
          E’ stato l’unico testimone oculare ad aver pubblicato su internet le notizie riguardo alla strage del Dubac. Dalla sua pagina di Wikipedia, ove ha raccontato la sua esperienza di stereotelementrista a bordo del Corazziere prima e della Corvetta Sibilla poi, abbiamo tratto la drammatica fotografia che ritrae, sbandato sul fianco, il Dubac morente e i primi indizi per iniziare la ricerca.
          A bordo della Corvetta Sibilla, ha partecipato al tentativo di rimpatrio delle truppe italiane dai Balcani, assistendo la mattina del 25 settembre 1943, alla strage del Dubac.
          Dopo una breve ricerca siamo riusciti a rintracciarlo nella sua amata Sardegna e a contattarlo. Abbiamo avuto diversi colloqui telefonici e un cospicuo scambio di mail, fra cui quella in cui ha rilasciato l'intervista che pubblichiamo.

 

CAPORALE PIERINO TERZOLI

          Gli appunti del Caporale Pierino Terzoli, offerti dai suoi sette figli, si compongono di quattordici pagine di quaderno a righe, oltre ad un frontespizio sottoscritto dall’autore.
          Il documento è scritto bene; molto sintetico ma ben descrittivo delle avversità patite dalle truppe italiane e presenta inoltre particolari inediti e importanti (la macellazione di muli e cavalli per sfamarsi, la conferma della presenza del maggiore inglese fra i patrioti albanesi; il ricovero dei feriti del Dubac presso l’ospedale militare di Lecce).
          Ma questi appunti sono fondamentali per ricostruire la lunga marcia delle truppe italiane dai campi di concentramento allestiti dai tedeschi nei pressi di Valona fino a Porto Edda. Pierino Terzoli, con grande lucidità, ne ripercorre l’itinerario, le date, gli orari, l’organizzazione di marcia e logistica. Ma soprattutto ne pone in luce le sofferenze, patite nella speranza di raggiungere il mare e, da lì, la Patria.
          Questo ci è sembrato il brano più eloquente dell’atroce sofferenza dei soldati italiani: “Sembriamo tanti automi; si cammina sempre e ci sembra che quello sia l’unico scopo della nostra vita; è un’ossessione!!! Si dorme, si mangia, sempre camminando. Si cammina, si cammina, si cammina…”
          Il caporale Pierino Terzoli, imbarcato sul Dubac la notte del 23 settembre, veniva attinto dai colpi di mitraglia degli Stukas tedeschi e riportava due gravi ferite ad un braccio.

 

SOTTOTENENTE REGIA GUARDIA DI FINANZA RENATO UGHI

          Il rapporto del Sottotenente Renato Ughi, Aiutante Maggiore del Battaglione della Regia Guardia di Finanza in Valona, dipendente tatticamente dalla Divisione “Parma”, ci è stato segnalato ed inviato dal signor Colonnello della Guardia di Finanza Gaetano Lamberto Morgano.
          La relazione, redatta nel 1944, si compone di cinque pagine dattiloscritte a trama fitta e riporta i fatti avvenuti dall’8 settembre allo sbarco in Italia.
          Il documento, ben scritto e convenientemente articolato, riveste notevole importanza poiché testimonia:

  • l’inascoltata volontà di resistere al disarmo da parte dei tedeschi del Tenente Colonnello Alfredo Erre, comandante del Battaglione della Guardia di Finanza;
  • le pressioni poste in essere da un ufficiale superiore della Legione Camice Nere di Valona per combattere al fianco delle truppe tedesche e le minacce, in caso di inottemperanza, di deportazione in Bulgaria;
  • le attività di coordinamento e di inquadramento dei soldati italiani sbandati, in fuga dai campi di concentramento tedeschi verso Porto Edda, nonché la sagace compilazione dei ruolini da parte dell’ufficiale che costituiva l’avanguardia dei diversi gruppi di fuggitivi;
  • la fuga ed il rimpatrio con il Dubac di altri quindici militari della Guardia di Finanza di cui uno, l’appuntato Bartolo Amato, deceduto a seguito del Bombardamento, ed altri tre, il Maresciallo Antonino Morgano – papà del Colonnello Morgano - il Brigadiere Giovanni Zanin ed il finanziere Bruno Cremonesi, feriti nel medesimo attacco.

          A margine della ricostruzione effettuata dall’Ufficiale, divenuto successivamente Generale della Guardia di finanza, è necessario soggiungere una breve nota commemorativa riguardante il maresciallo della Guardia di Finanza Antonino Morgano, che ha riportato gravi ferite a seguito del bombardamento del Dubac, Il sottufficiale, nato il 29 luglio 1905 a Calascibetta (Enna) e deceduto il 22 agosto 1949 a Pistoia, per la sua valorosa ed onorevole partecipazione alla seconda guerra mondiale è stato decorato con medaglia al merito di guerra, medaglia commemorativa della guerra 1940-1943, medaglia commemorativa della guerra 1943-1945, Croce d'argento al merito di servizio nonché con il Diploma d'onore di combattente per la libertà d'Italia 1943-1945